Skip to content

Scopri la scheda tecnica e la potenza impressionante della Renault 30 V8

La Renault 30 è spesso riassunta nel suo V6 PRV e in un'accoglienza commerciale tiepida. Pochi sanno che il progetto iniziale…

Renault 30 V8 bleu minuit garé sur des pavés dans une ville française, vue trois-quarts avant mettant en valeur le design angulaire classique
5 min

La Renault 30 è spesso riassunta nel suo V6 PRV e in un’accoglienza commerciale tiepida. Pochi sanno che il progetto iniziale prevedeva un motore V8. Questo cambio di rotta, dettato dallo shock petrolifero e da scelte industriali, ha plasmato tutta l’identità tecnica di questa grande berlina francese prodotta dal 1975 al 1983.

Renault Project H: il V8 abbandonato prima della Renault 30

Prima ancora che la Renault 30 vedesse la luce, un altro veicolo occupava gli uffici di progettazione. Il Renault Project H, sviluppato tra il 1966 e il 1967, doveva spingere il marchio del rombo nel segmento di alta gamma, di fronte alla Citroën DS.

Questo prototipo montava un V8 da 3,5 litri con due carburatori a doppio corpo, abbinato a un cambio manuale a quattro marce con opzione di cinque marce. Il progetto era condotto congiuntamente con Peugeot, prefigurando la futura alleanza industriale attorno al motore PRV.

Perché questo V8 non è mai stato prodotto in serie? Il progetto è stato annullato all’inizio del 1967 per motivi economici. È stato costruito un solo prototipo, e oggi è conservato da Renault Classic. Per approfondire la scheda tecnica e potenza della Renault 30 V8, questo passaggio dal V8 al V6 costituisce la chiave di lettura principale.

La crisi petrolifera del 1973 ha definitivamente reso il V8 inadeguato al mercato europeo. Renault, Peugeot e Volvo hanno quindi unito le loro risorse per concepire un motore più parsimonioso, ma che portava ancora i segni del suo antenato a otto cilindri.

Interno autentico della Renault 30 V8 con cruscotto analogico, volante d'epoca e rivestimento in tessuto beige caratteristico degli anni '70

Motore PRV V6: un’architettura V8 a 90° in un blocco sei cilindri

Il V6 PRV (Peugeot-Renault-Volvo) che equipaggia la Renault 30 non è un motore progettato da zero. La sua architettura a 90° proviene direttamente dal V8 abortito. In un V6 classico, l’angolo tra le due file di cilindri è piuttosto di 60°. Questa differenza non è trascurabile.

Un angolo di 90° su un V6 crea un disequilibrio naturale nelle vibrazioni. Gli ingegneri hanno compensato questo difetto con un albero motore a manovelle sfalsate e contrappesi specifici. Il risultato? Un suono particolare, più rauco di un V6 convenzionale, e un ingombro motore più ampio.

Conseguenze concrete sulla guida

Questa architettura ereditata dal V8 si fa sentire al volante. Il motore eroga la sua coppia in modo piuttosto lineare, con un’ampia gamma di utilizzo. La contropartita è un livello di vibrazioni leggermente superiore a quello di un V6 a 60°, soprattutto al minimo.

  • L’angolo di 90° tra le file di cilindri proviene dal V8 iniziale del Project H, non da una scelta di ottimizzazione per un sei cilindri
  • L’albero motore a manovelle sfalsate compensano il disequilibrio, ma generano una firma sonora distintiva
  • L’ingombro motore più ampio della media ha costretto la disposizione del vano motore della Renault 30

Renault 30 TS e TX: versioni ed evoluzioni del V6 PRV

La Renault 30 è stata declinata in diverse versioni nel corso dei suoi otto anni di produzione. La prima, la 30 TS presentata al salone di Ginevra nel marzo 1975, montava il V6 PRV alimentato da un carburatore. Si rivolgeva a una clientela abituata alle berline sei cilindri tedesche, con un posizionamento tariffario ambizioso per una Renault.

La versione TX, apparsa successivamente, riceveva l’iniezione meccanica Bosch K-Jetronic. Questo passaggio all’iniezione migliorava la flessibilità a bassi regimi e riduceva il consumo rispetto al carburatore. L’iniezione K-Jetronic ha trasformato il comportamento stradale rendendo le riprese più decise.

Produzione e diffusione

In totale, la Renault 30 è stata prodotta in poco più di 136.000 esemplari. Questo numero modesto per una grande berlina riflette un posizionamento commerciale delicato. Renault non aveva ancora la legittimità percepita nel segmento di alta gamma rispetto ai marchi tedeschi o a Citroën.

Vano motore V6 PRV della Renault 30 V8 aperto in officina, rivelando i dettagli meccanici autentici e la patina d'epoca

Valutazione collezionistica della Renault 30: un mercato in movimento

A lungo considerata un’auto di scarso interesse per i collezionisti, la Renault 30 sta vivendo un rinnovato interesse. Fonti specializzate risalenti al 2026 segnalano un aumento sensibile dei valori collezionistici per gli esemplari in buone condizioni originali.

Questa rivalutazione è spiegata da diversi fattori. La crescente rarità degli esemplari sopravvissuti gioca un ruolo diretto. Molte Renault 30 sono state demolite negli anni ’90 e 2000, quando il loro valore di mercato era quasi nullo.

  • Le versioni TX a iniezione, mediamente meglio curate, sono le più ricercate
  • Un esemplare con una storia di manutenzione documentata si vende nettamente sopra un modello senza tracciamento
  • La disponibilità dei pezzi PRV rimane corretta grazie alla condivisione di questo motore con altri veicoli (Peugeot 604, Volvo 264, DeLorean DMC-12)

La condivisione del blocco PRV tra diversi costruttori facilita la manutenzione. Un collezionista può reperire pezzi motore attraverso la rete Peugeot o Volvo, cosa che non è possibile per modelli francesi più riservati della stessa epoca.

La Renault 30 rimane un’auto tecnica da mantenere. Il circuito di raffreddamento e il sistema di iniezione K-Jetronic richiedono un’attenzione regolare. Ma per chi è interessato alla storia industriale francese, incarna un punto di svolta nella strategia di alta gamma di Renault, quello in cui un ambizioso V8 si è trasformato in un V6 condiviso, ponendo le basi per una cooperazione europea senza precedenti nell’automobile.

Scopri la scheda tecnica e la potenza impressionante della Renault 30 V8